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Gerardo Cianfarani
 Le sue poesie

La prima poesia pubblicata:
 
Ho bevuto alla fonte del Clitunno (03/05/2010)

L'ultima poesia pubblicata:
 
Luna (12/07/2022)

La poesia più letta:
 
70 anni (10/04/2011, 10292 letture)

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Gerardo Cianfarani

Er bravo fattore

Dialettali
Diceva er cane co' soddisfazione:
-- Ce penzi che fattore che c'ho io,
a nominallo me fa commozione
ché tanto è de core e animo pio.

-- È furbo, 'ntraprendente e scanzonato;
je va de magna' e beve e divertisse,
da tanta bella gente è circondato
e mai cacciato ha chi ben lo servisse.

-- De questa fattoria nun è schiavo
ché tanti c'ha d'amici a riverillo
e tanto ce sa fa e tanto è bravo
che nun te stanchi mai de benedillo.

-- Penza se nun ce fosse, che babele:
chi la vo' cotta e chi la vole cruda;
basta che sempre tu je sia fedele
e mai te sentirai la panza nuda.

-- Je devo solamente sta' vicino
e quanno che quarcuno se palesa,
basta che ringhio e je mostro er canino
pe' dije che nun mollo mai la presa.

-- Se quello se scappella e fa l'inchino,
allora io scodinzolo e l'annuso
e quanno che ar fattore va vicino
davanti me ce metto muso a muso.

-- È 'na soddisfazione grande assai.
Pe' 'na carezza sua io me squajo.
Nessuno me lo tocchi! non sia mai!
Ché io co' 'sti denti... je li tajo!

-

Co' pacatezza rispose er somaro:
-- Tu dici bene, ma penza ar domani,
ché l'orizzonte se po' fa più amaro
quanno finiti so' 'sti baciamani.

-- 'Sta fattoria nun è tanto verde,
ché sempre più se balla e se va a caccia
mentre che er seminato lì se perde:
Ormai nun c'è faccenna che se faccia.

-- Qua nun ce so' cocuzze pe' minestra,
ne fave fresche da magna' cor cascio,
stamo tutti a guarda' da la finestra
e d'erba fresca io nun vedo un fascio.

-- A chi lo lecca lui je fa carezze,
mentre che chi s'ammazza de fatica
e che ai carzoni c'ha messo le pezze...
dice che porta jella...! nun se dica!

-- De quanti raji sente se ne frega
e de mazzate m'ha pure azzoppato.
Anche se fori piove, lui lo nega!
Dice che tu te sei 'mpressionato.

-- Mejo se a commanna' fosse 'na squadra
e no sortanto uno che fa tutto,
ché pure se la testa avesse quadra
cor tempo je po' da' pure de brutto.

-- Nun c'è fattore che a lungo tenga.
Allora spenda bene 'sta giornata.
Faccia le cose come se convenga:
'nsegna' come la terra va arata!

Così che quanno lui più nun ce fosse
potesse avanti anna' tutta la massa
senza magagne e senza tante scosse.
E no! se manca lui tutto se scassa.

-- Ma penza se domani er sor Padrone
venisse a fasse qua 'na passeggiata,
vedenno quanto c'è de confusione
certo che je la molla 'na pedata.

-- Pure se vecchio e co' le zampe storte,
quanno sarà da qui messo a la porta
me metto pure io a daje forte
de carci lì... do' meno li sopporta.

-- Io d'erbacce dentro quarche fosso
me sazio nun essendo schizzinoso,
ma tu nun troverai manco 'n osso
pe' come te sei fatto appiccicoso,

-- e quanno che più polli né coniji,
che mo te danno 'st'aria de vittoria
nun ce saranno più...dove t'appiji?
Vedrai quant'è amara la cicoria!


Club Scrivere Gerardo Cianfarani 21/02/2011 06:40| 3| 2229

Creative Commons LicenseQuesta poesia è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons: è possibile riprodurla, distribuirla, rappresentarla o recitarla in pubblico, a condizione che non venga modificata od in alcun modo alterata, che venga sempre data l'attribuzione all'autore/autrice, e che non vi sia alcuno scopo commerciale.

 
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«Davvero una bella morale...è facile inchinasse a chi fà na carezza solo perché gli leccano la mano, l'omo è nato per fare er dittatore... senza l'inchini de' bisogni se ne frega. Complimenti... un vero capolavoro di forma e sostanza.»
Kiaraluna (21/02/2011) Modifica questo commento

«se dice che l'occhio der padrone ingrassa er cavallo
quanta vertità c'è in questa superpoe
stilata perfettamente e ben rimata.
molto piaciuta e apprezzata»
Enio Orsuni (21/02/2011) Modifica questo commento

«è fortissima, intelligente, sagace, nonché ironica, complimenti, piaciutissima»
Citarei Loretta Margherita (02/03/2011) Modifica questo commento

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